Nati per essere Maghi: uno storytelling per crescere

il viaggiatore
Il viaggiatore

La valigia del viaggiatore

Raccontare è un po’ come partire: occorre scegliere bene cosa portarsi appresso…

Forse nelle tasche più nascoste dei borsoni che ci portiamo sempre appresso vive intrappolato un ometto brontolante, che smania e sbuffa di continuo per partire verso luoghi che solo lui sa, e che comincia a sorridere non appena ci avviciniamo a un aeroporto o cominciamo ad avvertire sulla punta del naso, l’odore del mare…

All’approssimarsi della partenza, dalla valigia del viaggiatore, mentre questa giace ancora languidamente aperta sul tavolo, spuntano frammenti di decine di oggetti scelti meticolosamente da ch si accinge a intraprendere una nuova avventura.

Molti degli oggetti sono di indubbia utilità pratica: una racchetta da ping pong, un aquilone, un cappello da cuoco, una trombetta di ottone. Alcuni sono stati scelti in virtù della regola del “non si sa mai”: un ventilatore, una sfera di cristallo, un fischietto, un cronotermostato usato. Altri invece son lì solo per abitudine o per una ragione affettiva: una bambola di pezza, un cacciavite a stella, la vecchia chiave del contatore del gas della casa al mare.

Tra tutte le cose però spiccano subito all’occhio quelle dei viaggi di ritorno, accumulati compulsivamente a causa dell’immancabile sonnolenza che seda il pensiero critico: un album di fogli scarabocchiati frettolosamente, un barattolino di colla profumata, un mazzo di matite smangiucchiate tenute precariamente insieme da un elastico smangiucchiato.