Nascita di uno Storytelling

La valigia del viaggiatore: ovvero la nascita di uno storytelling

Il viaggiatore che ci accompagna sempre pronto a partire per una nuova avventura

All’approssimarsi della partenza, mentre ancora giace languidamente aperta sul tavolo, dalla valigia del viaggiatore spuntano frammenti di decine e decine di oggetti scelti con cura da colui che si accinge a intraprendere una nuova avventura.

Molti sono di indubbia utilità pratica: una racchetta da ping pong, un aquilone, un cappello da cuoco, una trombetta di ottone. Alcuni son lì soltanto perché non si sa mai: un ventilatore, una sfera di cristallo, un fischietto, un cronotermostato usato. Altri vengono inseriti solo per abitudine, affetto o mera scaramanzia: una bambola di pezza, un cacciavite a stella, la chiave del contatore del gas.

Tra tutti però, spiccano subito all’occhio quegli oggetti accumulati nel tempo nei viaggi di ritorno, di quando cioè la luce si fa opaca e il sonno si intrufola subdolo tra un pensiero e l’altro: un album di fogli scarabocchiati, un barattolino di colla profumata, un mazzo di matite smangiucchiate e trattenute precariamente insieme da un elastico verde.

E’ proprio grazie a questi ultimi che si possono appuntare e ricordare le storie in cui si incappa lungo il viaggio, quelle storie che quando ti vedono arrivare sotto il sole cocente scappano via divertite, per ripresentarsi subito dopo ad attenderti acquattate dietro un angolo disinvolte e ammiccanti.

Forse nelle tasche più profonde dei borsoni che ci portiamo sempre appresso vive intrappolato un ometto brontolante, che smania e sbuffa di continuo per partire verso luoghi che solo lui sa, e che comincia a sorridere non appena ci avviciniamo a un aeroporto o cominciamo ad avvertire sulla punta del naso, l’odore del mare…