Il racconto del progetto

L’intervista ai “Signori del Parco”

“… Il primo di noi ad arrivare qui è stato Gastone, all’inizio degli anni ‘50, quando via Monte Cisa era solo una stradina di ghiaia posta tra il Crostolo e i campi. Era tutto molto diverso da come lo si vede oggi. Il torrente scorreva nello spazio dove adesso c’è il parco. L’acqua era pulita, ci si poteva pescare e i ragazzini d’estate facevano il bagno. Più avanti verso la fine della via c’era un punto in cui saliva una bolla d’acqua sorgiva e dove le donne andavano a lavare i panni tutto l’anno…

… All’epoca, dove adesso ci sono i pony e le caprette, c’era una casa abitata da una signora coi suoi quattro figli: per arrivare alla strada, questa famiglia doveva attraversare una passerella di legno sospesa sul fiume… Per tutti noi, quella casa un po’ nascosta dalle acacie e isolata dal fiume, era la Casina nel Bosco.”

Cominciano così i racconti tratti da una lunga intervista che ha avuto per protagonisti, in una domenica mattina di alcuni anni fa, alcuni veterani del comitato di via Monte Cisa.
Siamo in tanti quella mattina tra adulti e bambini ad assistere, chi affaccendato a registrare, sistemare le telecamere, prendere appunti, chi solamente ad ascoltare.

I “veterani” del comitato, ovvero i Signori del parco, si siedono sorridenti uno affianco all’altro, come bambini divertiti dalle luci e dall’atmosfera di aspettativa che li circonda.

Rispondono pazienti e puntuali alle domande, guardandosi l’un l’altro come se tutto fosse accaduto soltanto ieri. Si divertono, bisticciano, ammiccano, si prendono in giro, si rimproverano di non ricordarsi con esattezza i fatti, le date, i nomi, i luoghi. Parlano della nascita del parco, dei giorni dell’alluvione, delle asine, degli alberi, di Paride Allegri, della storia di un luogo amato e rispettato.

L’idea degli Alberi Narranti

È in questo contesto semiserio che è nata l’idea di creare Il Parco degli Alberi Narranti.

L’iniziativa è stata in seguito sviluppata nell’ambito del progetto “Qua_quartiere bene comune” ed è stata realizzata dal Comitato Monte Cisa con il cruciale contributo dei veterani del comitato stesso che hanno permesso di rivivere e trasporre in fiabe le vicissitudini della nascita del parco, i giorni dell’alluvione, la storia delle asine e degli alberi, il contributo di Paride Allegri e la figura dell’educatrice Maria Olivi a cui il parco è dedicato.

Gli Alberi Narranti del Parco delle caprette di Reggio Emilia, sono diventati così i principali protagonisti di un’installazione digitale innovativa pensata per grandi e piccini, per poter vedere e ascoltare storie narrate direttamente dalla voce degli alberi, sugli animali, sulle piante e sulle persone che nel tempo hanno cresciuto, amato e protetto questo prezioso angolo di verde.

Alla realizzazione di questa iniziativa hanno partecipato attivamente alcuni membri della nostra comunità di cittadini (adulti e bambini), ognuno dei quali offrendo il proprio contributo personale narrando storie, scrivendo testi, elaborando immagini o prestando semplicemente la propria voce.

Verso un’Alberoteca narrante multimediale

Il Parco degli Alberi Narranti è diventato un progetto flessibile e dinamico, in grado di espandersi e di potersi adattare facilmente a nuovi contesti. L’attuale obbiettivo è quello di costruire nel tempo una grande “Alberoteca narrante multimediale”, creata dai cittadini e a servizio di tutti.

Perciò rivolgiamo un invito a tutte quelle persone che amano cimentarsi con la propria fantasia, per contribuire a questa iniziativa aggiungendo altri tasselli al mosaico dei lavori prodotti finora.

Gli interessati all’iniziativa (artisti, insegnanti, scuole, associazioni, cittadini o semplici curiosi) possono contattarci qui.

I lavori che ci perverranno prima di essere pubblicati saranno sottoposti al giudizio di una apposita commissione costituita da esperti in arte, letteratura, comunicazione e pedagogia.

Il nostro ringraziamento

Come membri del comitato di via Monte Cisa, siamo grati di avere conosciuto alcuni dei vecchi abitanti del quartiere, protagonisti di una comunità genuina di uomini umili che ci hanno affidato la cura del territorio e delle case costruite con le loro mani e la loro lungimiranza.

E’ ai Signori del Parco che dedichiamo questo progetto e alla città tutta, perché queste belle storie siano conosciute dai più e possano costituire nel tempo un esempio virtuoso del vivere civile dando una “nuova vita” a questo bellissimo parco che è stato pensato e voluto per tutta la città e soprattutto per i bambini.

Il Comitato di cittadini di via Monte Cisa